XXI° RADUNO

LUPI DELLA MONTE BIANCO 

Sestola, 6-7-8 ottobre 2017

 

A chi vede Andrea per la prima volta, può venire il sospetto che sia un poco matto ma, quando lo conosce meglio, scopre che invece è matto per davvero, ma matto nel senso buono, un mattacchione come si diceva una volta. E che c’è di meglio di un mattacchione per organizzare il XXI raduno dei Lupi? Infatti, è risultata una cosa indimenticabile. Chi può scordarsi della faccia di quello che fu il suo maresciallo che lesinava sulle licenze quando, tentando di andare a letto, s’è accorto che gli hanno fatto il sacco con tanto di poesiola da presa per i fondelli? Un raduno di stampo un po’ goliardico, incorniciato in una Sestola vestita da festa anche per via della fiera del cioccolato, un raduno tra i più affollati, eravamo in centoventi. Qualche assenza giustificata ma di peso, il generale Varda, il vice generale Gassa, il prode Berta, webmaster in attività dormiente, assenti col corpo ma presenti con lo spirito; in compenso qualcuno che non si vedeva da tempo, come quello giunto fin da Trieste nonostante l’avanzata età sua e del suo camper.
Tutto s’è svolto da programma. Venerdì l’arrivo alla spicciolata, ma per cena attorno ai
tavoli eravamo già più di novanta, anche questo un record. Sabato, dopo l’alzabandiera quasi da manuale, la visita ai musei del Castello sul cui torrione più alto sventolava la nostra bandiera, musei fatti aprire apposta per noi con due guide che hanno fatto gli straordinari per illustrarci la storia di quelle antiche mura e i tesori che custodiscono; dopo tanta cultura, un po’ di relax: in giro per le vie del paese, tappezzato di cartelli di benvenuto; un paio di bar opportunamente messi in preallarme sono stati presi d’assalto dalle nostre truppe assetate, qualche stuzzichino come aperitivo, qualche bottiglia di quello buono per inumidire l’ugola e subito abbiamo attratto l’attenzione dei sestolesi: saluti, chi siete, da dove venite, complimenti, foto. Dopo il pranzo luculliano all’Hotel Tirolo, tutti in fila per andare al lago delle Ninfe: davanti la macchina di Andrea, inconfondibile per via della nostra bandiera, e dietro tutte le altre, come in un festoso corteo; solo che i più sono partiti prima senza aspettare la bandiera, e anche qui siamo riusciti a fare un po’ di confusione. Raggiunto il lago, una sorpresa: un aereo ci ha sorvolati salutandoci con tanto di scia di fumogeni: bravo Andrea, questo omaggio non c’era mai capitato, ringrazia tuo fratello pilota.
Dopo la passeggiata al lago, tutti alla chiesetta alpina dove il gruppo ANA di Sestola ci aspettava per depositare la corona al monumento ai caduti. L’abbiamo fatto con due Lupi porta corone d’occasione, essendo uno dei due porta corone ufficiali impegnato nell’organizzare tutto l’ambaradan e non volendo l’altro professionista sfigurare con gente improvvisata, ma è stata comunque una cosa degna della nostra fama.
La sera in Hotel la gara per eleggere il Re dei Salami. Naturalmente il regolamento, studiato fin nei minimi dettagli, è stato un po’ stravolto, ma si sa che noi Lupi siamo allergici alle regole: è venuta fuori una cosa che, se ci avessero fatto un film, sarebbe stato da Oscar. Nominati dieci giudici, che poi erano solo nove ma non si sa perché hanno votato in undici, la scelta tra i dieci concorrenti è stata ardua. Il vincitore s’è portato a casa un’ottima coppa di maiale, il secondo una coppa più piccola, una coppa gelato, ma è stato impareggiabile vedere la faccia del terzo classificato che si aspettava una targa commemorativa e s’è trovato, sì, una targa, ma di una vecchia automobile demolita. Cena di gala allietata dal coro; uno legge Frìgnano e si domanda: un coro che frigna? Sarà una roba da ridere, in puro stile Andrea. Invece no: è il coro Frignàno, un coro con i fiocchi che s’è esibito in canti alpini e altre canzoni; particolarmente divertente la loro interpretazione di Papaveri e Papere, da scompisciarsi. La cena di gala, con le autorità del paese, con il coro che ci ha ancora intrattenuti con piacere: uno di noi s’è infiltrato e, nonostante i suoi tentativi, non è riuscito a farli stonare: Antonio il biellese, non negare, abbiamo le foto!
Domenica: adunata quasi all’alba, alle otto, perché si deve sfilare per le vie di Sestola e partecipare alla Messa alle nove. Un ricordo ai nostri andati avanti e uno particolare a Don Renato, il parroco di Roccaraso mancato pochi giorni fa e che tutti noi abbiamo apprezzato durante i due nostri raduni in Abruzzo.
Poi nuovamente in libera uscita in mezzo ai banchetti pieni di leccornie, altre parche (?!) libagioni. Qualcuno è riuscito, non si sa come, a trovare uno con la fisarmonica e uno con la chitarra e allora cosa fare? Qualche cantata, naturalmente; con grande gioia degli artigiani cioccolatai, c’era più gente intorno a noi che intorno a loro: un vero successo.
La foto ufficiale di gruppo, il pranzo, l’ultimo, e il passaggio delle consegne per il prossimo Raduno, il ventiduesimo: sarà un raduno a due mani, organizza Gassa a Saluzzo, a casa del Lupo Baudracco.
Così anche Sestola è archiviata ed è entrata a far parte dei nostri ricordi più belli. Un sentito ringraziamento ad Andrea, ottimo padron di casa ma soprattutto alle quattro fate dell’Hotel Tirolo che ci hanno nutrito sopportandoci con infinita pazienza e allegria: le sorelle Chiara Patrizia, Claudia e Federica. D’altro canto, se sopportano da anni il marito e cognato Andrea, ormai ci hanno fatto il callo!

XX° RADUNO

LUPI DELLA MONTE BIANCO

Premana, 7 - 8 - 9 ottobre 2016

Premana ci ha accolto ammantata di nuvole, quasi fosse gelosa della bellezza dei suoi paesaggi. Adunata alla Scuola Alberghiera tra abbracci di felicità per ritrovarsi dopo un anno e partono a raffica le prime foto con i vecchi compagni d’armi di trenta o quarant’anni fa, ma anche cinquanta. L’ambiente si riscalda subito, il bar è affollato, molti hanno portato qualche loro bottiglia di quello buono, che vengono subito svuotate; a cena siamo già un bel gruppo, ma domani arriverà il grosso perché alcuni di noi si ostinano a voler lavorare.

La mattina del sabato tutti a visitare “Premana rivive l’antico”, una bellissima mostra all’aperto, dove hanno ricreato con grande realismo scene della vita montana dei nostri nonni e bisnonni. Certo la salita al paese non è delle più agevoli per quelli che, come me, hanno dolori alla gamba, ma lo spettacolo vale la fatica. Anche il paese è agghindato a festa: vecchie case, botteghe e officine aperte a mostrare l’ingegno dei secoli passati. I Lupi si disperdono tra la folla nei vicoli e nei tanti banchetti, dove è possibile mangiare salsicce e formaggi davvero squisiti innaffiati con vino locale. Si torna alla spicciolata alla Scuola Alberghiera e vediamo che il grosso del gruppo è finalmente arrivato: tra loro Antonio, che è davvero grosso ma, nonostante gli impegni di lavoro, non poteva mancare. Per restare nel tema della giornata, viene proiettato un documentario ambientato nella Premana antica, recitato in dialetto stretto; per fortuna ci sono le didascalie, altrimenti chi avrebbe capito i dialoghi? Viene presto l’ora dell’ennesimo sacrificio, e dobbiamo sederci per la cena. Ancora qualche chiacchiera, molte risate ed è tempo di rifugiarsi in branda.

Domenica tutti al Pian delle Betulle, chi a piedi dall’Alpe di Paglio, chi in funivia da Margno per assistere alla Santa Messa nella chiesetta degli Alpini. Pioviggina, ma non è certo qualche goccia di pioggia a rovinarci la festa, siamo temprati a ben di peggio e torniamo alla Scuola per il pranzo, dove facciamo onore agli allievi e agli insegnanti, davvero impeccabili nell’elaborare patti raffinati nella loro apparente semplicità.

Il tempo, come al solito, è volato e anche il ventesimo Raduno è ormai un bel ricordo. Un grande ringraziamento a Ciri e Mario, che hanno perfettamente organizzato tutto con minuzia, ma soprattutto un grande ringraziamento a tutti noi, che ancora una volta abbiamo reso possibile il miracolo accorrendo da ogni parte delle Alpi e degli Appennini per ricordare e onorare la nostra gloriosa Caserma e riprovare l’orgoglio di aver fatto parte della Compagnia Alpieri di La Thuile. Ora, a ben vedere, siamo piuttosto parte della Compagnia Acciacchi, con il Plotone Colesterolo, il Plotone Diabete, il Plotone Quintale, più che di sci alpinismo, possiamo parlare di sci atica. Qualche eccezione c’è: una per tutti uno dei fondatori del gruppo, Giuseppe, che, nonostante sia carico di anni come un mulo, è agile e snello come un cerbiatto; roba da ricovero per alimentazione forzata! E poi cenare con Oreste che racconta gli aneddoti di quando allenava la Valanga Azzurra e mieteva allori sulle piste di tutto il mondo, non ha prezzo; per tutto il resto c’è MasterCard.

L’anno prossimo, il 6 – 7 – 8 ottobre tutti a Sestola, da Andrea. Sono già aperte le prenotazioni.

XIX° RADUNO

LUPI DELLA MONTE BIANCO

Felino, 9 – 10 – 11 ottobre 2015

Ebbene si, anche i nostri raduni hanno un lato negativo: li aspetti per un anno e poi finiscono subito; anche questo non è stato da meno. Un anno di attesa per tre giorni che passano alla svelta ma, se si è in allegra compagnia, volano.

Al solito si arriva pochi alla volta, perché molti di noi hanno percorso tanta strada per arrivare. La banda dei valdostani non può mai mancare, ma ci sono anche i trentini, i veneti, i piemontesi, i lombardi, finalmente s’è rivisto anche l’Abruzzo. Saluti, abbracci, un bicchierino di ben ritrovato, poi qualcuno tenta invano di inquadrarci per l’Alzabandiera: la Bandiera la alziamo lo stesso ma un po’ squinternati, così come da nostra abitudine. Qualche salto in un bar per raccontarsi le ultime novità e si fa sera. Cena in un ristorante a Marzarola di Calestrano, e tutti capiscono subito che qui è un’altra faccenda. Gli Alpini sono abituati alle loro valli, dove c’è una sola strada che sale e, quando hai finito di salire, giri e scendi. Qui no. Qui le strade sono in piano, s’incrociano con altre strade in piano, proseguono all’infinito con un sacco di rotonde, e se ne sbagli una sei fritto. C’è chi, bucata la svolta per il ristorante e prima di capire che qualcosa non andava, a momenti arrivava a La Spezia. Poco male, siamo esploratori e non ci perdiamo d’animo per qualche chilometro in più. I soliti pasticci di chi ha prenotato l’albergo e non viene, di chi non ha prenotato e viene, di chi ha prenotato da una parte e va a dormire con gli amici da un’altra; ordinaria amministrazione: se non facessimo sempre così, non saremmo degni di appartenere al nostro branco di scavezzacolli.

Sabato mattina dedicato ai caseifici e ai salumifici. Visioni celestiali di centinaia di forme di Parmigiano tutte in fila a stagionare, di migliaia di salami, prosciutti, culatelli ben ordinati sulle rastrelliere; naturalmente non ci può mancare un abbondante assaggio innaffiato con qualche bicchierozzo e poi tutti a far scorta di leccornie a prezzo di fabbrica. Questi abbondanti spuntini mettono fame, e a sfamarci ci pensano gli Alpini del Gruppo di Felino, accogliendoci nella loro magnifica sede. Nel pomeriggio qualcuno, i più morigerati, si sparpaglia nei dintorni a visitare castelli, rocche e musei che qui non mancano. Altri invece preferiscono approfondire l’amicizia con gli Alpini locali. Si trova presto un bar dove offrir loro un caffè, naturalmente corretto grappa; considerato però che la correzione è migliore del caffè, se ne fa arrivare una bottiglia allo stato puro. Qualcuno ferma una chitarra che passava nei paraggi così l’amicizia appena sbocciata viene rinsaldata, anche grazie a un paio di giri di bottiglie di vino, e diventa subito fraterna. La sera di nuovo ospiti degli Alpini, questa volta quelli di Langhirano. Langhirano si scriverà anche Langhirano, ma si legge Prosciutto, e gli Alpini ci fanno capire quanto questo sia vero! La corale Colliculum ci allieta con i loro canti, il mangiare è delizioso, la compagnia è allegra con brio, il tempo passa veloce ed è presto ora di filare in branda.

La domenica ci si trova tutti su un ampio piazzale e da lì parte la sfilata: un lunghissimo viale alberato, la banda davanti, i gagliardetti, le autorità (tra le quali è stato infilato a forza un riottoso quanto indegno segretario) e dietro tutto il branco di Lupi e Alpini autoctoni. La deposizione della corona di fiori al Monumento dei Caduti ad opera dei nostri due valenti professionisti e c’è ancora tempo per una sosta bevereccia prima della Messa. E’ nuovamente tempo di andare a tavola, ancora dagli Alpini, quelli di sala Braganza, ancora a mangiare piatti gustosissimi, ancora a ridere e scherzare.

Adesso è ora degli abbracci finali, degli arrivederci al prossimo ottobre: torneremo a Premana, dalle parti di Lecco, e sicuramente quello sarà il nostro migliore raduno, perché il raduno migliore è sempre quello che ancora non abbiamo fatto. Forza Ciri, tocca a te.

Siete tutti pregati di collaborare alla crescita del nostro sito inviando idee, materiale fotografico e testi all'indirizzo:  info@lupidellamontebianco.it

Auguri al nostro sito!!!

24 marzo 2015

 

Caro Sito “Lupi della Monte Bianco”,

Con oggi sono dodici anni da quell’ormai storico 24 marzo 2003, quando nascesti per mano di Piero Berta; dodici anni sono tanti, e da allora insieme a te abbiamo percorso molta strada. Grazie a te, sopratutto nei primi anni, il nostro branco è cresciuto in modo esponenziale e, dalle poche unità iniziali, oggi sono quasi milleduecento i Lupi ritrovati; non che tutti siano assidui frequentatori, ma non possiamo lamentarci del numero di quelli che lo sono. Grazie a te abbiamo ritrovato qualcuno di coloro cui, su un abbozzo di attenti, dicevamo “Signorsì signor Capitano” e ai quali oggi diamo una pacca sulle spalle dicendo “Ciao Generale”; grazie a te abbiamo ritrovato i nostri compagni scavezzacollo, complici di scorribande giù al Dora; grazie a te abbiamo conosciuto altri che hanno frequentato la Monte Bianco in anni differenti e abbiamo scoperto che erano tali e quali a noi. Grazie Sito per tutto quello che hai fatto per noi e con noi. Naturalmente il merito del successo del nostro gruppo va anche a Piero che, dopo averti creato, da allora ti fa da balia; a Lorenzo, che continua a essere il riferimento più importante per tutto il branco; a quelli che hanno organizzato i nostri raduni; a tutti noi, che ogni anno accorriamo numerosi da ogni dove per trascorrere insieme due o tre giorni in allegria.

Per noi Lupi dodici anni sono passati in un baleno, ma tu cominci a sentirne il peso; ultimamente sei meno frequentato perché forte è la concorrenza della più giovane pagina di Facebook, dove è più immediato intervenire per scambiare notizie e fotografie, dove non mancano le battutacce da caserma come quelle di una volta, dove s’incontrano amici che Lupi non sono. Non rattristarti e non avertene a male perché quella è solo una giovincella sbarazzina ma tu, caro Sito, sei più serio e continui a essere la nostra tana mediatica dove ogni tanto qualcuno cerca rifugio, viene a sapere della nostra esistenza e aggiunge il suo nome e qualche foto d’epoca alla tua già lunga collezione.

Auguri Sito, tanti altri anni come questi ormai felicemente trascorsi.

I Lupi riconoscenti.

Aldo Neirotti, Lupo del '74, è il nuovo segretario dei "Lupi della Monte Bianco"

Dopo lunghe ed estenuanti consultazioni i Lupi partecipanti al 18° raduno hanno acclamato all'unanimità, durante la cena di sabato sera, l'amico Aldo Neirotti segretario dei "Lupi della Monte Bianco".
Aldo è stato preso un po alla sprovvista ma ha accettato con entusiasmo e abnegazione il prestigioso incarico.
Per chi non lo conoscesse, Neirotti classe 1948, geologo con anni di esperienza in terra d'Africa, è stato alla Monte Bianco dal maggio 74 all'aprile 75 con l'incarico di "Esploratore fancazzista". Ha svolto in modo inpeccabile tutte le attività che gli sono state affidate tanto da guadagnarsi il baffi da caporal maggiore. Specialista nel gioco della Belot e profondo conoscitore del magazzino casermaggio dove passava le giornate ronfando tra i mucchi di coperte.
Al nostro segretario i migliori auguri di buon lavoro!

3-5 OTTOBRE 2014

Fantastico il 18° Raduno in Val Formazza

(clicca qui per vedere altre foto)

Anche la Formazza è ormai un ricordo, la diciottesima magnifica perla che va ad allungare la fila dei nostri raduni. Manco a dirlo, tutto perfetto, un plauso a Piero Sormani: organizzazione capillare, accoglienza calorosa. Nella lingua locale, perché il Walser non è un dialetto, è una lingua, la Formazza si chiama Pomatt forse perché gli abitanti sono un po’ matti, invece hanno dato prova di grande efficienza a cominciare dall’arrivo: in Comune, appositamente aperto, il comitato d’accoglienza offriva un sacchetto contenete interessanti opuscoli turistici, il programma, l’attestato di frequenza al raduno e una simpatica spilla commemorativa che farà la sua bella figura sul Cappello di molti di noi; in più, potevi pagare in un colpo solo tutti i pranzi e cene evitando frettolose collette e confusioni. Credo che questa brillante soluzione sarà copiata: e bravo Piero, hai lasciato il segno! Nel pomeriggio uno spettacolo grandioso nella sua semplicità: la transumanza; sotto il nostro striscione che scavalca la strada principale di Ponte è passato un gregge di oltre tremila pecore, e non sono mancate le foto perché è strano vedere un branco di Lupi circondati, quasi oppressi da un mare di ovini. Per la cena di venerdì eravamo già un’ottantina buona: un record, anche se questa volta mancavano tutta Roccaraso e alcuni albergatori di Courmayeur e delle Dolomiti, impegnati nella chiusura della stagione estiva; peccato, con loro l’allegria sarebbe stata, se possibile, ancor più completa. Dopo una lauta cena e l’esibizione dalla Fanfara Alpina di Domodossola, al solito i più festaioli hanno tirato fino alle ore piccole ma, il mattino dopo, eravamo tutti davanti al monumento ai Caduti per l’alzabandiera; qualcuno con gli occhi un po’ stirati, ma tutti presenti. Passato l’attimo di doverosa ufficialità, che non a tutti i Lupi piace molto, ma nella nostra Caserma ci hanno insegnato che se una cosa si deve fare la si fa, inizia il divertimento: su a Riale per un giro sulla diga di Morasco, poi giù a Sottofrua per vedere la cascata del Toce. La cascata è, in genere, un rivoletto d’acqua quasi insignificante perché la portata è regolata dalle dighe a monte che solo saltuariamente e rigorosamente solo durante la stagione turistica vengono aperte, generando una piena artificiale. Però ci sono anche le occasioni straordinarie, e cosa c’è di più straordinario di noi della Monte Bianco? Così abbiamo potuto vederla nella sua maestosità e quelli che non l’avevano mai vista non la scorderanno facilmente. Di nuovo su a Riale per l’ottimo e abbondante rancio di mezzogiorno in un comodo e accogliente ristorante, poi tutti a visitare la sede dello Sci Club, certo uno dei più antichi d’Italia con oltre cent’anni di attività e di glorie. La libera uscita fino all’ora di cena significa, nel linguaggio dei Lupi, qualche bianchino e qualche aperitivo nei bar di Ponte ma, soprattutto, molta allegria e ricordi di cosa abbiamo fatto quando eravamo a naja, marachelle comprese; in questo modo il tempo passa veloce ed è già ora di risalire a Frua, nell’albergo proprio sopra la cascata, una magnifica costruzione stile bella epoque che merita davvero di essere vista. Una mostra fotografica delle nostre avventure dagli anni ’50 fino ai tempi più recenti ha permesso a molti di riconoscersi quand’erano giovinetti pieni di speranze: un po’ di nostalgia che subito s’è volatilizzata ballando insieme al gruppo folkloristico locale.

La domenica inizia con un test di qualità: il prossimo anno ci troveremo a Felino, la patria del salame, e il salame sarà il pezzo forte del raduno, quindi l’organizzatore ne ha portato un cospicuo campione per le doverose analisi. Il Comitato di Collaudo, appositamente insediato, l’ha approvato senza riserve, ma la discussione è nata sul vino d’accompagnamento: l’organizzatore propone un bianco frizzante, come vuole la tradizione locale, ma alcuni preferiscono un rosso fermo; la discussione s’è protratta a lungo ma senza arrivare alla conclusione, quindi il Comitato di Collaudo dovrà riunirsi nuovamente in sede da stabilire per ulteriori assaggi, una dura fatica ma poi il neo eletto Segretario formulerà il suo giudizio che, molto democraticamente, sarà inappellabile. Dopo questo piccolo screzio, la mattinata è proseguita con la Messa e la sfilata per le vie di Chiesa; naturalmente una cosa seria: la banda in testa, le autorità, il nostro striscioncino portatile e la lunga fila di Lupi quasi allineati (il “quasi” è un eufemismo). Poi la deposizione della corona davanti al monumento ai caduti: un vero capolavoro. Due Lupi erano stati appositamente scelti la sera prima dal Segretario per la loro baldanza e simmetria perché, visti da fuori, la loro considerevole stazza li rende praticamente identici: più che di Truppe Alpine, è lecito paralare di Trippe Alpine; però bisogna riconoscere che Antonio e Andrea hanno preso l’incarico con serietà: all’una di notte facevano ancora le prove per le vie del paese; loro volevano provare con Cipi al posto della corona, ma Cipi non era d’accordo, così hanno dovuto accontentarsi di una sedia. L’ammaina bandiera, la foto di gruppo e s’è fatta l’ora di mettere nuovamente le gambe sotto un tavolo: questa volta a ospitarci tocca al Gruppo Alpini Formazza, sotto la loro spaziosa tensostruttura. Purtroppo però è arrivato anche il momento dei saluti: il tempo del raduno è finito, qui siamo molto a nord e la gente deve fare un sacco di chilometri per tornare a casa; ma li farà con gli occhi pieni di tante cose belle. Grazie Piero. Il 9, 10, 11 ottobre 2015 a Felino: io ho già prenotato una camera, e voi? (Aldo Neirotti)

NUMERO UNICO del 60°

Sono ancora disponibili il volume "Numero unico del 60°",
 la raccolta di cartoline con l'annullo filatelico
e la medaglia coniata per la ricorrenza.
Po
tete richiederli scrivendo qui sul sito
oppure sulla pagina di FaceBook.

 

Chi ancora non li avesse acquistati, non perda l'occasione:
il volume è un prezioso ricordo scritto da generazioni di Lupi,
l
a medaglia un ricordo che non può mancare sul cappello
e l'annullo filatelico un investimento!

Tutto quello che non trovate più in questa pagina è consultabile nella sezione "Archivio"

Com'è nato il nostro sito......

Lunedì 24 marzo 2003, sfogliando L'Alpino leggo: "Lupi della Monte Bianco"; accidenti non credo ai miei occhi, dopo tanti anni li ritrovo i vecchi cari Lupi, gli alpini che prima e dopo di me hanno vissuto la naja nella mitica caserma Monte Bianco di La Thuile! Fantastico, prendo il telefono e chiamo Lorenzo Gassa.
Mi risponde una voce alpina giovanile e cordiale, mi parla del gruppo, di come si è formato, ho difficoltà a nascondere l'emozione.
Ci scambiamo le E-mail e ci salutiamo con la promessa da parte mia di essere ad Aymavilles il 10 maggio!
Dopo qualche minuto lavoro alla creazione del sito.

(a lato la foto e l'articolo pubblicato su L'Alpino il 24 marzo 2003)

wpe1.jpg (51460 byte)

Un grosso grazie a Mario Capretti, Giuseppe Lafranconi, Ferruccio Vergani (non più tra noi)e Lorenzo Gassa che sono i creatori di questo fantastico gruppo!

 Ad oggi le visite sono 20.384
più le seguenti:

Free web counter

Ultimo aggiornamento
il
22/05/18

Lascia un segno del tuo passaggio
Leggi e Firma il nostro Guestbook!

tre_stemmi.gif (20344 byte)

 frontpag.gif (9866 byte)
Webmaster Piero

Mr.Webmaster